Giuseppe Lana

 

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GIUSEPPE LANA
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FRAGILE

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galleria upp é lieta di presentare FRAGILE: prima mostra personale in Italia dell’artista Giuseppe Lana. Da sabato 25 ottobre al 13 dicembre 2014 la galleria diventa luogo di uno dei progetti più ambiziosi dell’artista: Dron 5 e Dron 8 danno vita, insieme, ad un’installazione che si sviluppa su vari livelli ed è volta ad esplorare il concetto di memoria, nel suo peso specifico ed età, entro i contorni di una ricerca autobiografica.

Componente predominante dell’opera sono, infatti, i capelli di Giuseppe Lana: metodicamente tagliati, assemblati e categorizzati. Assurgendo alla funzione di materiale e di supporto, i capelli trasportano una combinazione di informazioni sia oggettive che soggettive sull’autore: i suoi dati genetici e le sue storie più intime. In occasione di questa mostra, mentre Dron 8 scandisce un tempo che va all’indietro, Dron 5 assume forme diverse: una serie di sfere, tavole e materiale fotografico. Le sfere sono dei multipli, il risultato di un atto ripetitivo simile ad un rituale, di accumulazione. A cominciare dal 2008, le sfere sono state ammassate attraverso questo gesto cerimoniale, in cui l’atto del tagliare è principalmente rivolto all’idea di tempo; un periodo perduto eppure incessantemente rievocato. Le tavole sono registri di frammenti: imprimono la sostanza del ricordo come alternativa ed accompagnamento delle impronte digitali. Infine le fotografie, momenti congelati e consapevolezza dei ricordi, sono documenti che suggeriscono una riflessione sul carattere dell’opera stessa e sulla sua funzione: fino a che punto questa è la rappresentazione di un oggetto, piuttosto che l’oggetto in sé?

L’istallazione è parte di un progetto più ampio chiamato DRON, che l’artista ha iniziato a seguito di una riflessione sul concetto di deformazione, come pretesto per investigare le relazioni tra la condizione umana e l’imprevedibilità degli eventi. Come in una reazione a catena DRON si è evoluto, ed ancora si evolve, in diverse fasi: Dron 0, Dron 3, Dron 5, Dron 8 e Dron 24; tutti tendenti a tracciare una personale, ed in qualche modo universale, psicogeografia dell’esistenza. Quest’ultima giustappone l’esperienza dell’artista a quella di ogni altro individuo, in un viaggio creativo ed evoluzionario.

Giuseppe Lana (Catania, 1979) vive e lavora tra Londra e Catania.
Ha conseguito il diploma di laurea presso l'Accademia di BB.AA. di Catania. Dal 2001 al 2003 ha sviluppato una personale ricerca artistica in ambito teatrale. Dal 2004 al 2006, per l'Associazione culturale Muri di Carta, ha curato lo spazio espositivo “OfficineAuro” del C.S.A. AURO di Catania organizzando diversi progetti artistici. Dal 2008 è direttore artistico dello spazio espositivo BOCS (Box Of Contemporary Space), con sede a Catania, un luogo dedicato alla sperimentazione di nuovi metodi e linguaggi.

La mostra è curata da Miriam La Rosa.

Miriam La Rosa (Palermo, 1988) è una curatrice indipendente, museologa e scrittrice con sede a Londra. Nel 2010 si è laureata in Storia dell’Arte all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Brescia, e nel 2013 ha conseguito un Master in Museology alla Reinwardt Academy ad Amsterdam. Nel maggio 2014 Miriam ha co-fondato amaCollective: una collaborazione curatoriale con Alejandro Ball e Amy E. Brown, volta ad investigare la nozione di Dialogo attraverso performance e performativity. Miriam è attualmente iscritta al MA Curating the Contemporary alla London Metropolitan University, gestito in collaborazione con la Whitechapel Gallery.

 

GIUSEPPE LANA

FRAGILE

galleria upp is pleased to present FRAGILE: the first solo show of artist Giuseppe Lana in Italy.
From Saturday the 25th of October to 13th of December the gallery will become shelter of one of the artist’s most ambitious project: Dron 5 and Dron 8 generate together a multi-layered installation exploring the notion of memory, in its specific weight and age, within the edges of an autobiographical research.

The work’s predominant component is, in fact, Giuseppe Lana’s hair: methodically cut, assembled and categorised. Functioning as both material and support, the hair carries on a combination of objective and subjective information on the author: his genetic data and his intimate stories. In the context of this exhibition, whilst Dron 8 marks a time that goes backward, Dron 5 takes several forms: a series of spheres, tablets and photographic material. The spheres are multiples, the result of a repetitive act similar to a ritual, of accumulation. Since 2008, they have been gathered every month through this ceremonial gesture, where the act of cutting is primarily directed to the idea of time; a period lost and yet incessantly recalled back again. The tablets are records of leftovers: they impress the substance of a memento as an alternative and a companion to fingerprints. Then the photographs, frozen moments and awareness of the memories, are documents that nonetheless suggest a reflection on the character of the work and its function: to what extent is this a representation of an object rather than an object in itself?

The installation is part of a bigger project i.e. DRON, that the artist initiated by reflecting upon the concept of deformation, as a pretext to investigate the relationship between the human condition and the unpredictability of events. As in a chain-reaction, DRON has developed – and still develops – in different takes comprising of Dron 0, Dron 3, Dron 5, Dron 8 and Dron 24: all of them aiming to trace a personal, yet somehow universal, psychogeography of the existence. This juxtaposes the artist’s own experience to that of any other individual, in a creative and evolutionary journey.

Giuseppe Lana (Catania, 1979) lives and works between London and Catania.
He received his Bachelor degree from the Fine Arts Academy of Catania. From 2001 to 2003 he developed his personal artistic research in the theatrical sphere. From 2004 to 2006, for the Cultural Association Muri di Carta, Lana had structured the exhibiting space "OfficineAuro" of the C.S.A. AURO of Catania organizing several artistic projects. From 2008 he is in charge for the artistic direction of the exhibition space BOCS (Box Of Contemporary Space), in Catania, a place dedicated to the experimentation of new methods and languages.

The exhibition is curated by Miriam La Rosa.

 

Miriam La Rosa (Palermo, 1988) is an independent curator, museologist and writer based in London. In 2010 she graduated with a BA (Hons) in Art History at the Università Cattolica del Sacro Cuore in Brescia (Italy), and in 2013 she completed a Master in Museology at the Reinwardt Academy in Amsterdam (Netherlands). In May 2014 Miriam co-founded amaCollective: a curatorial collaboration exploring the notion of Dialogue through performance and performativity. Currently, she is enrolled in the MA Curating the Contemporary at the Whitechapel Gallery and London Metropolitan University.

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