Samuele Menin

 

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Samuele Menin
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Molto probabilmente salto in Paradiso. Lussuria

“Life is short. People are not easy to know. They’re not easy to know, so if you don’t tell them how you feel, you’re not going to get anywhere, I feel.”   Nina Simone
Uno dei brani più famosi di Nina Simone, artista jazz del 20’ secolo, titola ‘I put a spell on you’ (Ho fatto un incantesimo su di te).
Samuele Menin, in questa mostra intitolata “Molto prababilmente salto in Paradiso. Lussuria” e dedicata appunto all’artista, sembra aver fatto lui stesso un incantesimo a Nina. Partendo da delle sue foto infatti, crea nuove immagini, modella morbide forme astratte, mischia colori e cola vernice, trasformando del tutto il punto di partenza. Fa, appunto un incantesimo.
Samuele è un artista che prende spunto, come molti, dal mondo che lo circonda. Essendo un cuorioso di natura, si lascia travolgere da tutto ciò che stuzzica la sua mente. Si immerge totalmente, assorbe finchè non fa proprio ciò che lo interessa. Una volta fatto suo, inizia l’incantesimo.
La chiave di volta per capire l’arte di Menin è il quella di vedere le sue opere come il risultato di una strana e segreta magia che rende oggetti di uso comune (come vasi, cavatappi, scarpe…) delle sculture coloratissime che hanno oramai inglobato la loro forma originaria e l’hanno trasformata e rielaborata in un astrattismo allegorico. Lavorare la materia, plasmarla, cambiarla,
farla propria sporcandocisi mani e anima è il modo di comunicare di Menin, che gioca con lo spettatore lasciandolo libero di vedere nelle sue sculture ciò che vuole, dando dei titoli che potrebbero non voler dire nulla, ma che in realtà se messi nell’ordine giusto compongono una frase di senso compiuto. A voi, trovare il senso. La magia dell’Arte è anche questa, ognuno vede, sente percepisce e proietta quello che ha nel cuore. Per dare maggiore impatto visivo, per creare ulteriori giochi di forme e colori, per rendere ancora più reale e vivibile la magia, su alcune sculture vengono proiettate immagini di Nina Simone e di disegni fatti da Menin stesso. Questo espediente,
anima le opere, le rende dinamiche e ancora più suggestive. Fa si che la trasformazione, la magia siano sempre in atto.
L’artista, dicevo, lascia totale libertà, dà solo un accenno a quello che potrebbe essere stato l’ingrediente segreto della sua magia: Cos’è quel ‘Lussuria’
alla fine del titolo?
Lussuria, come è noto, è uno dei 7 peccati capitali attraverso la quale però ci si può facilmente trovare in Paradiso. Menin, artista giocherellone e (auto)ironico, pensa a un titolo che stuzzica e incuriosisce, e scherza con lo spettatore
mettendolo davanti a opere che quindi possono avere doppio significato
( di nuovo la magia): lasciti della voce inebriante e del corpo sinuoso di Nina Simone, o oggetti peccaminosi in eterna trasformazione? Di sicuro quello che la mostra lascia è un senso di immersione nelle varie nuonces, sapori
e emozioni dei 2 artisti, diversi e distanti tra loro ma uniti dall’elegante semplicità e dalla purezza della propria arte.

Misia Lorenzetti

 

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